Grande prestazione e incredibile vittoria nell’Arnold Palmer Invitational: nell’ultimo giro l’azzurro, partito in 17ª posizione, ha chiuso con -8 mettendosi alle spalle Fitzpatrick, Fleetwood, Cabrera Bello e  Sungjae Im. Nel World Ranking è salito al settimo posto.

Il bello del golf italiano ha un solo nome: Francesco Molinari. Dopo un 2018 da incorniciare, in cui Chicco ha vinto in tutto il mondo aggiudicandosi anche il riconoscimento di miglior sportivo non inglese dell’anno assegnato dalla BBC, l’azzurro è tornato prepotentemente alla ribalta imponendosi con 276 colpi (69, 70, 73, 64: -12) nell’Arnold Palmer Invitational.
L’impresa di “Chicco Nazionale” resterà scolpita nella storia perché frutto di una grande rimonta portata a termine nell’ultimo giro: partito dalla 17ª posizione, Molinari ha chiuso con un incredibile 64 (-8 con otto birdie), che gli ha permesso di conquistare il suo secondo titolo sul circuito, dopo quello di Quicken Loans National dello scorso anno. L’italiano è salito sul podio precedendo l’inglese Matthew Fitzpatrick, leader dopo tre turni e secondo con 278 colpi (-10), il suo connazionale Tommy Fleetwood, lo spagnolo Rafa Cabrera Bello e il coreano Sungjae Im, terzi con 279 (-9).
“Vincere qui è davvero speciale. Sono orgoglioso di quello che ho fatto – ha detto Molinari dopo avere atteso per ben due ore la fine della gara -. Mai avrei pensato di scendere in campo e fare un giro come questo”.
Sul percorso del Bay Hill Club & Lodge (par 72) di Orlando (Florida), nel torneo dedicato al grande campione scomparso nel 2016, Molinari ha dato prova di grande forza anche dal punto di vista mentale, perché rimonte come la sua possono portarle a termine solo grandi campioni completi sotto tutti i punti di vista. La sua vittoria è nata soprattutto sul green, anche se il gioco messo in mostra dall’azzurro è stato sempre impeccabile in ogni parte del campo. Chicco ha praticamente imbucato tutto: da fuori green, da qualsiasi distanza e con un capolavoro alla buca 18 quando ha messo in buca un incredibile putt, statisticamente il più lungo del torneo. Nella giornata del trionfo, da ricordare anche la “hole in one” del primo giorno, firmata con un ferro “4” alla buca 7 (par 3, yard 203.
Grazie a questo risultato, Molinari ha guadagnato tre posizioni nel World Ranking, salendo dal decimo al settimo posto (punti 6,71), mentre nella FedEx Cup si è portato dalla 151ª alla 20ª posizione. Per la cronaca il suo successo nell’Arnold Palmer Invitational gli ha fruttato un assegno di 1.638.000 dollari su un montepremi di 9.100.000 dollari.

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