Il nome di Costatino Rocca non è mai stato adeguatamente “sfruttato”: non ripetiamo lo stesso errore con Chicco e prendiamo esempio da quello che lo sci seppe fare ai tempi di “Tomba la Bomba”.

Celebrata l’impresa, per lui (Francesco Molinari) è iniziato il momento più difficile: ripetersi a questi livelli è possibile, ma non certo facile.
Celebrata l’impresa, per loro (la Federazione) dovrebbe invece iniziare un lavoro di capitalizzazione del brand golf.
In questo momento investire sul nome Molinari è una cosa giusta e doverosa da fare. Guai commettere lo stesso errore fatto in passato con Costantino Rocca, uno dei nostri più grandi campioni, che nel periodo d’oro era più conosciuto all’estero che non in Italia (lo è anche oggi) e una volta smesso di giocare a grandi livelli non è mai stato coinvolto in nessun progetto pensato per divulgare il golf.
Oggi, se c’è un esempio da fare per richiamare l’attenzione di chi deve decidere e operare a tale proposito, basta fare un nome su tutti: Alberto Tomba. Il mitico “Tomba la Bomba”, soprannome affibbiatogli per lo stile aggressivo in pista e per il carattere estroverso, è stato uno dei grandi e impareggiabili protagonisti dello sci alpino azzurro dal 1986 al 1998. In quel periodo il bolognese riuscì a firmare cinquanta vittorie complessive in Coppa del Mondo, a conquistare due ori olimpici in slalom gigante, un oro olimpico in slalom speciale e due ori in slalom gigante e in slalom speciale ai Mondiali del 1996. Oggi, a carriera finita dal un bel pezzo, dopo Ingemar Stenmark, Marcel Hirscher e Hermann Maier, Tomba è ancora il quarto sciatore di sempre per numero di successi.
Ebbene, in quel periodo e anche dopo, la Federazione Sci Italiana costruì la sua popolarità proprio grazie a Tomba e al coinvolgimento che gli allora dirigenti riuscirono a mettere in atto. Adesso, alla vigilia della Ryder Cup di Parigi e a quella del 2022 a Roma, la speranza è che a Roma si vari un progetto che coinvolga il nome di Molinari, più che mai simbolo unico e indiscutibile del golf italiano.
Da sempre i giovani amano inseguire il mito del momento, l’uomo e l’atleta vincente. La storia recente ci ha regalato un Molinari capace non solo di vincere sul campo, ma anche bravo a conquistare tutte le prime pagine dei quotidiani e infilarsi di prepotenza nei telegiornali di tutto il mondo.
Sarebbe imperdonabile se il golf italiano perdesse questo treno di popolarità.

Maurizio Bucarelli

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