Ettore Thermes

Ettore Thermes, persona nota nel mondo del golf e della vela, ha recentemente aperto la pagina Facebook dal titolo Golfisti Italiani arrabbiati o delusi e dopo sole poche settimane ha raccolto tantissime adesioni. Sulla pagina, di cui Thermes è amministratore, si sono aperte molte discussioni al punto che un bel giorno il presidente Fig Franco Chimenti ha convocato in Federazione l’amico Ettore. Dopo il colloquio con il presidente federale, a molti è sembrato che Thermes abbia fatto marcia indietro in merito alle sue idee iniziali e così ha deciso di pubblicare una lunga lettera, che vi proponiamo integralmente, per spiegare come stanno le cose.

Leggo commenti e mi giungono telefonate in merito al mio cambio di tono post incontro con il presidente Chimenti e desidero chiarire quanto segue. Io non rappresento alcun Golf Club, ne sono un elettore. Nel golf nulla posso fare, oltre a giocare e fare opinione. Sono uno sportivo plurimedagliato dalla Federazione Italiana Vela e anche medagliato al valore militare per i risultati internazionali conseguiti quando ero atleta dell’areonautica militare.
Sono un appassionato golfista, un ex banchiere d’affari a Londra, NYC, Parigi, Lugano ed Istanbul e ora un investitore e consulente d’impresa nel settore delle PMI in crisi. Controllo l’azienda Ceramiche Musa (www.ceramichemusa.com) che ho rilevato dai miei 13 familiari che l’avevano abbandonata e l’ho rialzata spaccandomi la schiena. Ceramiche Musa ha realizzato bagni e cucine per 80 anni, anche a nomi noti nel golf, tra cui la signora Laura Biagiotti quando sua figlia era una bambina.

Sono stato candidato alla presidenza della Federazione Italiana Vela nel 2016 e nominato dai media “il Beppe Grillo della Vela” per la mia contestazione. Cercate sul web. Nel golf ho investito e perso denaro ad inizio millennio tentando un business turistico a Venezia, nato collaborando con Wentworth. Tutt’ora gestisco appartamenti ad uso turistico a Venezia ed anzi già che ci sono vi dico che faccio sconti a tutti i golfisti arrabbiati che volessero prenotare. Sono dotato di barca e vicino di casa di Lavinia Biagiotti in zona Salute.

Ho creato questo gruppo per unire e risolvere non per distruggere o accusare, siamo una comunità e voglio il bene di tutti. Ritengo che portare la Ryder Cup in Italia sia una grande cosa ma, leggendo la stampa, non sono convinto che il metodo posto in essere riportato da qualche giornale sia quello giusto. L’Italia ha un potenziale nel golf travel abnorme, ma un’offerta ancora disorganizzata o inadeguata e necessita di interventi normativi per spianare la strada. Per questo motivo mi sono candidato alla presidenza del Comitato Lazio della FIG (il mio programma è qui www.ceramichemusa.it/federgolf/), ma Carlo Scatena, il presidente uscente, si era fatto candidare da tutti i circoli del Lazio ed è stato il solo che si poteva votare in assemblea. Il mio circolo, infatti, ha rifiutato la mia candidatura avendo appunto candidato un tesserato dell’Olgiata; la FIG poi ha rigettato il mio ricorso e i circoli del Lazio si sono rifiutati di finanziare le spese per ricorrere al Collegio di Garanzia del CONI. Visto che la mia candidatura non interessava a nessuno ho abbandonato.

Professionalmente il mio obiettivo è vendere ceramiche ed originare investimenti ed incarichi di consulenza avendo una piccola società di corporate finance. Nel settore del turismo e golf ho assistito il magnate indiano Pramod Agarwal nel tentativo di comprare il gruppo Valtur, quindi il Country Club Castelgandolfo. Il fatto che io sia stato convocato dal presidente Chimenti dimostra che da parte sua c’è interesse verso il mio attivismo e ne sono molto felice. La mia famiglia conosce Franco Chimenti e la sua famiglia da molti anni e vi assicuro che si tratta di una persona molto per bene che fa quello che dice la legge.

Io non penso che il problema del golf in Italia sia Franco Chimenti o la FIG e infatti l’ho pubblicamente applaudito durante la conferenza stampa pro-Ryder. Io penso che il problema del golf in Italia siano gli italiani, ovvero i golfisti, ovvero i circoli perché il problema sta nelle norme da cambiare e vedo Club e comitati assolutamente dormienti. Se i circoli volessero cambiare il governo FIG lo cambiassero, a me non risulta che questo sia il caso. Faccio notare che nella mia candidatura alla presidenza della Federazione Italiana Vela avevo inserito l’obiettivo di modificare le norme elettive per permettere l’elezione diretta da parte dei tesserati: non sono stato eletto e nessuno se ne è più occupato. Senza la votazione diretta restiamo punto e a capo.

Sono preoccupato che il progetto Ryder sia starato, io infatti non investirei 70 milioni di montepremi per i pro, ne tantomeno darei soldi ad un campo privato, ma farei altro. Se avrò titolo per fare qualcosa a tale proposito lo farò: oggi non ho nessun incarico. Ho chiesto tre volte al signor Montali il progetto Ryder, ma non l’ho ricevuto, quindi leggo solo quello che scrive la stampa e a naso mi sembra che il progetto sia mal orchestrato, quindi non un business per l’Italia, per i circoli e per i golfisti italiani. Se Franco Chimenti mi tende la mano e mi dice “bravo, tu non guardi in faccia a nessuno e tiri dritto con idee valide e per questo ti apprezzo” io rispondo “Franco con molto piacere sono a tua disposizione professionalmente e non”.

Non esisteva un’arena sui social dove dibattere e conoscerci, ora esiste grazie a me e grazie a voi. Se la FIG non funziona devono essere gli elettori a dirlo e farlo valere in sede di assemblea straordinaria. Io sono a disposizione se servissi a qualcuno. Un anno e mezzo fa quando lamentavo le mie preoccupazioni sull’ipotesi Ryder, nei circoli mi guardavano strano, gli stessi ora stanno capendo quello che pensavo come anche il presidente del CONI, che all’inizio fu diretto nel rispondermi e con una vera interlocuzione romana, non capiva perché io fossi preoccupato. Oggi vi assicuro che guarda la vicenda Ryder diversamente, ma non è un suo compito gestire la FIG o il progetto Ryder. Come è vero che la metà delle federazioni sportive italiane sono in rosso è vero che le leggi che ne dettano il funzionamento non le fa il presidente del CONI.

Il problema dell’inefficienza sta nelle norme. Studiatele e capirete. Il golf che rappresenta parte del il ceto medio alto Italiano deve essere la bandiera del cambiamento in Italia ed io vorrei aiutare ad alzare quella bandiera perché mio nonno Ettore la bandiera l’ha alzata sopra il Quirinale: era ingegnere del Re e la bandiera prima di lui stava sotto e non sopra.

Ettore Thermes

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