La Pro-Am di un Open ha sempre il suo fascino e la dimostrazione, ancora una volta, l’abbiamo avuta a Monza dove, attorno ai ventisei team scesi in campo, si è radunato un numeroso e festante pubblico. Un’affluenza, nella prima giornata non ufficiale, che lascia bene sperare in vista dei quattro giorni veri di gara.
Se il buon giorno si vede dal mattino, dunque, il 74° Open d’Italia sembra essere partito con il piede giusto. Ed è una cosa importante quella della presenza del pubblico, anche perché, mai come questa volta, gli occhi dell’Italia non golfista sono puntati su questo sport che ha assolutamente bisogno d’incrementare i suoi tesserati.
L’Open 2017 è nato tra mille polemiche ma, come tutti sappiamo, la Federgolf è riuscita a destreggiarsi bene, fino ad arrivare a presentare un prodotto che ci si augura possa essere di buon auspicio per il futuro (Ryder Cup 2022). L’effetto “campioni in gara” di questo Open sembra promettere già molto ed è stato bello vedere alle premiazioni della “The Junior Road to The 2022 Ryder Cup” tanta gente, ma soprattutto campioni del calibro di Thomas Bjorn, capitano continentale nella Ryder Cup 2018, lo spagnolo Josè Maria Olazabal, ex capitano, e l’inglese Matthew Fitzpatrick.
Il golf, in particolare quello italiano, ha bisogno di queste iniziative, ha bisogno di entusiasmo, ma soprattutto ha bisogno di giovani che abbraccino una disciplina che ha molto da insegnare dentro e fuori il campo.
Buon Open d’Italia a tutti.

Maurizio Bucarelli

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