Con 7 milioni di dollari di montepremi oggi (giovedì 20 giugno) parte l’Open di Francia con un field non molto diverso dagli anni passati, direi normalissimo. Molti forti del tour europeo non ci sono, non è presente neanche un giocatore del tour americano. Non è possibile continuare a richiedere ai paesi ospitanti un impegno economico così importante, senza avere la certezza dello spettacolo dato dai grandi campioni. L’European tour in questo modo si ritroverà presto a patire un vero disastro in fatto di reperimento di sponsor.
La rivoluzione che Keith Pelley aveva annunciato è rimasta per ora solo un bel sacco di parole. Ma quello a cui dobbiamo essere interessati è il fatto che tra poco più di 100 giorni, toccherà a noi presentare il nostro Open d’Italia, toccherà a noi mettere sul piatto lo stesso montepremi di 7 milioni di dollari, una cifra incredibile frutto di un sacrificio vicino alla sproporzione.
Al posto degli organizzatori, correrei oggi dall’European Tour, proprio da Keith Pelley, che tanto bene ha saputo rilanciare su quanti soldi dovevamo dargli per assicurarci la Ryder del 2022 a farmi garantire almeno la partecipazione dei primi 30 dell’ordine di merito europeo e qualche bel nome statunitense. Diversamente. il tutto, prenderebbe i connotati di una bella beffa.

Donato Di Ponziano

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